Mercoledì 10 agosto 2011 – IR1DCI/p

 

DCI-CN190 Castello di Pamparato (WCA: I-02802)

DCI-CN191 Castelluccio di Pamparato (WCA: I-02803)

DMI-4963 Municipio di Pamparato

Sull’origine del toponimo di Pamparato si danno due possibili spiegazioni: la prima legata alla fertilità del terreno, tanto ricco da consentire il panis paratus, ossia il “pane pronto”, senza eccessiva fatica, la seconda collegata alla leggenda secondo la quale gli abitanti del luogo, anticamente chiamato Mongiardino, assediati dai saraceni intorno all’anno 920 e ridotti ormai alla fame, avrebbero escogitato un ultimo espediente per allontanare gli assalitori: l’invio fuori dalle mura del Castelluccio (DCI-CN191) di un cane con in bocca un pane (forse l’ultimo) intriso di vino, per far credere ai nemici di avere abbondanza di viveri, inducendoli all’abbandono dell’assedio. Questi, visto arrivare il cane col pane, avrebbero esclamato: “Habent panem paratum!”, cioè: “Hanno il pane condito!” e, delusi, si sarebbero allontanati dal paese. Da panem paratum sarebbe derivato l’attuale nome, Pamparato.

Proprio da questa leggenda prende spunto lo stemma del comune, che raffigura un cane con in bocca una pagnotta, accompagnato da una colomba bianca con un ramoscello di ulivo nel becco, simbolo della pace e della libertà riconquistate.

Il Castello (DCI-CN190) dei marchesi Cordero di Pamparato fu edificato nel XVIII secolo ed è l’attuale sede del Municipio.

Alcune domeniche fa ci siamo concessi un giro in moto, toccando le valli Corsaglia, Casotto e Mongia, alla ricerca di postazioni adeguate per le nostre attivazioni.

Individuiamo una bella e spaziosa postazione al centro delle due referenze, che distano tra loro 600 metri, ma arrivati oggi la troviamo transennata per cui siamo costretti ad indirizzarci altrove. Consultiamo navigatore e mappa, con tanto di righello, e troviamo, sempre nei limiti dei 500m, un posto sicuramente tranquillo e radioantisticamente parlando ancora migliore! Ciò ci permettere di evitare uno smontaggio ed un rimontaggio.

 

  

Lanciamo la chiamata intorno a 7090 e prontamente ci risponde Luciano I5FLN, che come un falco attende la sua preda; grazie al suo spot anche per noi giungono i primi “bottini”!!

La propagazione sembra leggermente migliore, rispetto alle giornate precedenti, e il QRM è sopportabile, tanto da concludere le due attivazioni in quasi 4 ore mettendo a log un totale di 444 QSOs.

73s Betty IK1QFM e Massimo IK1GPG

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