{"id":2604,"date":"2025-12-15T10:10:00","date_gmt":"2025-12-15T09:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/?p=2604"},"modified":"2025-12-15T18:02:19","modified_gmt":"2025-12-15T17:02:19","slug":"i-primi-radioamatori-monregalesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/i-primi-radioamatori-monregalesi\/","title":{"rendered":"I primi Radioamatori Monregalesi"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci permettiamo di iniziare dando la definizione di cosa si intende per \u201cRadioamatore\u201d, per poi farne una breve storia tratta consultando fonti originali e riviste di settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle varie epoche apparvero appellativi come amatori della radio, radio-sperimentatori, radiodilettanti e solo dopo il 1945 si utilizza il nome \u201cradianti\u201d che pu\u00f2 essere quello che meglio definisce i radioamatori di oggi, concessionari di licenza per trasmettere. Va tenuto presente che fin dall\u2019unificazione del nostro \u201cstivale\u201d, regie leggi avocarono esclusivamente allo Stato le comunicazioni a distanza, come Poste, Telegrafi o Telefoni includendo di conseguenza le comunicazioni attraverso l\u2019etere. In Italia non fu permesso di trasmettere fino a che i primi radiodilettanti del calibro diI <strong>1MT\u00a0<mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#0a6c7d\" class=\"has-inline-color\"><a href=\"http:\/\/www.arivenezia.it\/sample-page\/our-history\/\" data-type=\"link\" data-id=\"http:\/\/www.arivenezia.it\/sample-page\/our-history\/\">Giulio Salom<\/a><\/mark><\/strong>\u00a0di Venezia (progettista dell\u2019apparato di emergenza \u201cONDINA-S\u201d che dopo la caduta sul pack del dirigibile ITALIA., il radiotelegrafista Biagi stringeva tra le braccia come un piccolo tesoro) ed <strong>I1ACD<\/strong>\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ducati.com\/it\/it\/heritage\/personaggi\/adriano-ducati\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.ducati.com\/it\/it\/heritage\/personaggi\/adriano-ducati\">Adriano Cavalieri Ducati<\/a><\/strong>\u00a0di Bologna (uno dei tre fratelli che poi fond\u00f2 la nota casa motociclistica) ottennero i permessi nel 1923-24, quando all\u2019estero i radio-sperimentatori stavano gi\u00e0 compiendo collegamenti intercontinentali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DUCATI-Adriano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"616\" height=\"779\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DUCATI-Adriano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2612\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DUCATI-Adriano.jpg 616w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DUCATI-Adriano-237x300.jpg 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In Italia al contempo era persino vietato ricevere, in quanto le comunicazioni di allora erano esclusivamente militari o postali, dovevano rimanere segrete ed il loro ascolto era dovuto da curiosit\u00e0 morbosa, era concretamente considerata possibilit\u00e0 di intercettazione od aveva scopo disonesto; tutto ci\u00f2 fu d\u2019ostacolo alla scoperta di&nbsp;<strong>Guglielmo Marconi<\/strong>&nbsp;che ne ritard\u00f2 molto il suo sviluppo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"655\" height=\"697\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Lire_2000_Guglielmo_Marconi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2613\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Lire_2000_Guglielmo_Marconi.jpg 655w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Lire_2000_Guglielmo_Marconi-282x300.jpg 282w\" sizes=\"auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Solo il 1\u00b0 gennaio 1927 si costituisce l&#8217;A.R.I., Associazione Radiotecnica Italiana il cui Presidente Onorario \u00e8 proprio il Sen. Guglielmo Marconi. Dalle nostre ricerche in quell\u2019anno un solo radioamatore trasmetteva dalla Provincia di Cuneo,&nbsp;<strong>1EV Edgardo Varoli<\/strong>&nbsp;di Verzuolo, un vero pioniere dell\u2019etere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1939, a causa del regime politico restrittivo e sempre pi\u00f9 assoluto, ogni attivit\u00e0 radioamatoriale cess\u00f2. L&#8217;ARI divenne &#8220;clandestina&#8221;, ma mantiene i contatti con le consorelle straniere assegnando nominativi secondo elenchi, ovviamente, non ufficiali. Dal 1945 vi fu la ripresa radiantistica e i nominativi venivano rilasciati dall\u2019Autorit\u00e0 Ministeriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministero delle Telecomunicazioni emana un Decreto il 14-1-1954 per regolarizzare Patenti e Licenze in quanto fino ad allora non esistevano gli esami ministeriali e le licenze venivano assegnate con valenza \u201cprovvisoria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa breve ma doverosa introduzione torniamo al titolo, oggetto di questa faticosa ma avvincente ricerca storica durata oltre un decennio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo Radioamatore Monregalese&nbsp;<\/strong>fu il&nbsp;<strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#0577b9\" class=\"has-inline-color\">Professor Giuseppe Pugni<\/mark><\/strong>, proveniente dal Convento dei Padri Passionisti di Arcellasco (Como), che nel 1945 ottenne il nominativo di stazione di radioamatore&nbsp;<strong>I1AJF<\/strong>&nbsp;(ex&nbsp;<strong>I1PD&nbsp;<\/strong>provvisorio assegnatogli prima del secondo conflitto mondiale).<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del 1950 si trasfer\u00ec a Mondov\u00ec alla Congregazione della Passione di Ges\u00f9 Cristo dove vi rimase sino alla fine del 1967. Venne poi trasferito al Convento dei Frati Passionisti di Torre Cambiaso a Genova Pegli dove, grazie alle sue riconosciute qualit\u00e0 tecniche, nel 1977 insieme a un gruppo di appassionati volontari fece nascere una delle prime \u201cradio libere\u201d: Radio Torre, con appuntamenti fissi come la Messa domenicale, programmi religiosi e di dialogo con il pubblico. Purtroppo, le numerose indagini non portano a nessun\u2019altra traccia delProfessor Pugni dall\u2019inizio degli anni \u201880.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la nostra collezione di vecchie&nbsp;<strong>cartoline QSL<\/strong>&nbsp;(&#8220;QSL&#8221; \u00e8 un codice radioamatoriale che nel caso specifico significa &#8220;confermo il collegamento tra due stazioni&#8221;) ce ne sono due rarissime proprie di Padre Giuseppe Pugni. La prima risale ad un collegamento da lui effettuato il 3 maggio 1945 con una stazione di Pistoia dal Convento di Arcellasco e la seconda del 4 agosto 1960 comprovante il collegamento con un corrispondente della Romania effettuato dalla&nbsp;<strong>Stazione Sperimentale Radio Liceo Passionisti di Mondov\u00ec<\/strong>.&nbsp; La sua stazione era utilizzata principalmente per collegamenti con le diverse comunit\u00e0 di Passionisti dell\u2019Africa e del Sud America; ai tempi la radio era l\u2019unico mezzo di comunicazione con ogni parte del mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"692\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-I1GP-1945.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2607\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-I1GP-1945.jpg 1024w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-I1GP-1945-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-I1GP-1945-768x519.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"691\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-YO9-1960.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2606\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-YO9-1960.jpg 1024w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-YO9-1960-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1AJF-YO9-1960-768x518.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Negli elenchi editi dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni troviamo altri&nbsp;<strong>due radioamatori residenti a Mondov\u00ec<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I<\/strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#b80f0f\" class=\"has-inline-color\"><strong>1RHR<\/strong>\u00a0<strong>Crosio Pietro<\/strong><\/mark>\u00a0(1921-2015),\u00a0<strong>licenza 1946<\/strong>\u00a0(ex\u00a0<strong>I1MB\u00a0<\/strong>provvisorio), che abitava in Via Beccaria 17, diplomato alle Scuole Professionali. Abbiamo avuto il piacere di parlare con la nipote Laura Bongioanni che ci racconta dello zio Piero: gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 17 anni era un grande appassionato di radio e ricetrasmettitori; sperimentava con antenne rigorosamente autocostruite che montava sui tetti facendo curiosare i passanti e i vicini di casa. Un giorno passando davanti al bar Savoia sent\u00ec dagli altoparlanti di Via Rosa Govone la voce di Mussolini che annunciava lo scoppio della guerra. Pietro fu chiamato alle armi nel corpo dell\u2019Artiglieria e, passato il corso con il grado di Tenente, fu destinato in Grecia. Era un posto tranquillo perch\u00e9 non c\u2019erano combattimenti e in quel luogo poteva fare lunghe passeggiate a cavallo sulla spiaggia nel tempo libero. Purtroppo, l\u20198 settembre 1943, quando Vittorio Emanuele III firm\u00f2 l\u2019armistizio, gli italiani diventarono nemici dei tedeschi e tutti gli Ufficiali vennero arrestati, disarmati e deportati prima in Germania e poi in Polonia nei campi di prigionia. In Polonia gli Ufficiali vennero umiliati con la privazione di gradi e fregi. Per recuperare un poco di dignit\u00e0 Piero si confezion\u00f2 una cravatta con dei piccoli pezzi di stoffa blu, che non tolse sino alla fine della guerra. Nel campo di lavoro dove fu internato, riusc\u00ec a costruire grazie alle sue capacit\u00e0 professionali ed utilizzando materiale di fortuna (carta stagnola, lamette da barba, punta di matita, fili di rame, spille da balia, legno, ecc.) una piccola radio ricevente a galena (un minerale che si trova in natura da cui si estrae il piombo, capace di attirare le onde elettromagnetiche), con la quale riusciva di nascosto ad ascoltare Radio Londra. Con la stessa capt\u00f2 la notizia dello sbarco degli alleati in Normandia e con alcuni suoi compagni riusc\u00ec a fuggire dal campo di prigionia. Con mezzi di fortuna ma soprattutto a piedi riusc\u00ec a raggiungere prima Torino, dove venne riconosciuto da un\u2019amica di famiglia, e poi Mondov\u00ec, sempre con indosso la stessa cravatta. A Mondov\u00ec c\u2019erano ancora i tedeschi e quindi rimase nascosto ancora per una settimana sino alla loro all\u2019evacuazione; prima di lasciare Mondov\u00ec i Reparti della 34\u00aa Divisione tedesca comandata dal Generale Lieb fecero \u201csaltare\u201d i ponti monregalesi. Dopo la guerra divent\u00f2 Professore di matematica e chimica presso la scuola Professionale \u201cFelice Garelli\u201d e poi fu assunto alla EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) che divenne qualche anno dopo l\u2019attuale RAI, dapprima come tecnico esperto in progettazione di antenne e ben presto come responsabile al Centro Radio Controllo di Monza. Nel 1980, in pensione dalla RAI, pass\u00f2 su voluta richiesta di un giovanissimo Silvio Berlusconi a Fininvest come Direttore Tecnico e formatore di nuovi tecnici nel campo della costruzione di apparecchiature ed antenne per la Radio e Televisione. Nel 1973 pubblic\u00f2 un importante articolo sulla rivista \u201cElettronica e Telecomunicazioni edito da RAI e STET\u201d sulle misure di campo elettromagnetico al centro di controllo della Rai di Monza. Pietro mancato all\u2019et\u00e0 di quasi 94 anni riposa nella tomba di famiglia a Pianfei. Condividiamo una sua cartolina QSL del 1948 per un collegamento con l\u2019unica stazione radio sperimentale ad onda corta dalla Repubblica di San Marino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"695\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RHR-I1BAR-1948.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2610\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RHR-I1BAR-1948.jpg 1024w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RHR-I1BAR-1948-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RHR-I1BAR-1948-768x521.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"522\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-M1B-I1RHR-1948.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2609\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-M1B-I1RHR-1948.jpg 522w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-M1B-I1RHR-1948-204x300.jpg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il terzo radioamatore monregalese&nbsp;<mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#04803e\" class=\"has-inline-color\"><strong>I1RPR<\/strong>&nbsp;<strong>Ghiglia Paolo<\/strong><\/mark>&nbsp;(1916-2009),&nbsp;<strong>licenza 1947<\/strong>,risiedeva in Via Piave 26. Fu Professore di Chimica all&#8217;Istituto Magistrale Rosa Govone a Piazza negli anni 1965-67 ed aveva un piccolo laboratorio di riparazione radio e TV in via Beccaria ed anche lui fu un valido tecnico della RAI (Radio Audizioni Italia).&nbsp;<br>In una iconica cartolina di Mondov\u00ec degli anni \u201970 si possono vedere le sue grandi antenne sul tetto lungo il Viale che porta alla Stazione Nuova. Abbiamo tentato di parlare con la famiglia dalla quale purtroppo non \u00e8 stato possibile avere notizie. Paolo mancato all\u2019et\u00e0 di 93 anni riposa al cimitero di Mondov\u00ec.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"674\" src=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RPR-I1MB-1947.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2608\" srcset=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RPR-I1MB-1947.jpg 1024w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RPR-I1MB-1947-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/QSL-I1RPR-I1MB-1947-768x506.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Se oggi siamo in possesso di cos\u00ec tanta tecnologia, che spazia dai telefonini ad internet, dobbiamo ringraziare chi, oltre a Guglielmo Marconi, con dedizione, con sacrificio e passione ha sperimentato, molte volte mettendo a rischio la propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualche lettore ha ulteriori notizie sui primi radioamatori del Monregalese, pu\u00f2 contattarci all\u2019indirizzo e-mail:&nbsp;<strong>ik1gpg@dcia.it<\/strong><\/p>\n<p>Views: 39<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci permettiamo di iniziare dando la definizione di cosa si intende per \u201cRadioamatore\u201d, per poi farne una breve storia tratta consultando fonti originali e riviste di settore. Nelle varie epoche <a href=\"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/i-primi-radioamatori-monregalesi\/\" class=\"btn btn-link continue-link\">Continua a leggere&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-2604","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-curiosita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2604"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2624,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2604\/revisions\/2624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcia.it\/ik1gpg-ik1qfm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}